Intervista, Antonio Maggio: “Giovanni Paolo II è speranza, come la musica”

di Grazia Pia Attolini 

Pugliese dal cuore grande, giovane cantautore di successo, già vincitore di Sanremo giovani nel 2013, attivo nel sociale. Antonio Maggio sarà insignito a maggio del Riconoscimento Giovanni Paolo II.

Ecco come il cantante si racconta, in attesa di ascoltare la sua testimonianza dal vivo il 13 maggio a Bisceglie.

Come hai accolto la notizia del Riconoscimento?
Sono davvero molto entusiasta. Sapere di essere il premiato di una manifestazione che ha come nome Giovanni Paolo II non posso che esserne onorato.
Ero ragazzo al tempo del Pontificato di Wojtyla e associavo la sua immagine alla speranza. Credo che questo Riconoscimento sia la prova tangibile di quanto quella mia visione di speranza evocata da San Giovanni Paolo II sia in realtà una visione universale.

Credi in Dio? Hai fede?
Credo e ho fede, quando mi ritrovo a dover cercare qualcosa in me stesso, mi affido a chi è lassù e ci guida.

Che cosa è per te la musica?
Penso che la musica sia un po’ come Giovanni Paolo II: è speranza, è salvezza. Per me è l’unico mezzo che permette di esprimermi al meglio, è  il mio abito interiore ed esteriore.

Siamo in attesa dell’uscita del tuo nuovo album e di un tour tutto speciale. Raccontaci.
La musica, come una persona, può avere varie sfaccettature, vari accenti. Così i primi due album mostravano la parte più ironica di me, adesso invece sento l’esigenza di mettere in luce un’altra parte di me. Amore pop è il singolo che precede l’uscita dell’album a cui seguirà un tour speciale insieme ai miei fan, come si faceva una volta, ossia incontrandosi, abbracciandosi, ridendosi e guardandosi negli occhi. Si tratta di un viaggio a cui potranno partecipare i miei fan: ho creato una serie di pacchetti esclusivi per chi parteciperà a questa iniziativa. Questo non è solo il mio desiderio più grande, un obiettivo. Questo non è solo un tour. È la nostra occasione di fare qualcosa assieme.

Attivo nella Nazionale Cantanti, hai partecipato a diverse iniziative di solidarietà…
Sono particolarmente orgoglioso di far parte della Nazionale Cantanti. Ho giocato per diverse cause e la cosa che mi fa tornare a casa sempre con il sorriso è sapere che sempre tutto il ricavato di ogni partita va fino all’ultimo centesimo in beneficienza: ecco, penso non ci sia niente di più bello che aiutare qualcuno. Ed è meraviglioso sapere che io nel mio piccolo contribuisco a un sorriso di qualcuno che ha meno motivi di me per sorridere.

Un messaggio per i ragazzi e i bambini impegnati nella realizzazione degli elaborati del concorso legato al Riconoscimento.
Il mio sì alla vita è essere se stessi. Cari ragazzi, qualsiasi forma d’arte voi state realizzando, fatelo mettendoci voi stessi. Il vostro personale punto di vista può cambiare e può incidere su ciò he vi circonda. Non vedo l’ora di venire a Bisceglie e confrontarmi con voi.

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