Intervista, Stornaiolo: “Cogliamo l’eredità umana, storica e politica di Wojtyla e diciamo sì alla vita”

di Grazia Pia Attolini 

Icona della comicità pugliese, attore, presentatore e scrittore profondo e brillante, impegnato nel sociale e senza dubbio testimone d’eccezione per i ragazzi impegnati nel concorso studentesco: Antonio Storinaiolo (Tata dell’intramontabile duo con l’amico di sempre Toti, Emilio Solfrizzi), sarà premiato il 13 maggio a Bisceglie nel nome di Papa Wojtyla. Per la sua poliedrica attività artistica che sa affrontare con carisma gli aspetti variegati dell’animo umano; per la capacità di portare sostegno in numerose campagne umanitarie, mediante l’arte dell’ironia e del sorriso, infondendo coraggio e speranza, Stornaiolo sarà insignito del Riconoscimento Giovanni Paolo II città di Bisceglie.
Dal ricordo di San Giovanni Paolo II, al messaggio ai giovani, alla sua carriera: ecco come l’attore si racconta, in attesa di ascoltare la sua testimonianza dal vivo.

Come ha accolto la notizia del Riconoscimento Giovanni Paolo II?
Quando mi è stata annunciata la notizia mi son chiesto: “Un riconoscimento così importante proprio a me?” “Sì proprio a te” – mi ha confermato il prof. Monopoli. “E allora peggio per voi” – gli ho risposto.
Ecco, sono molto onorato e con grande piacere tornerò a Bisceglie, dove sono stato anche in altre occasioni, per condividere una serata nel nome del grande Papa polacco.

Quale ricordo la lega particolarmente a Papa Wojtyla?
Ho sempre molto apprezzato la sua capacità di coniugare la forza della fede con la forza delle idee e la forza politica. La sua visione del mondo era aperta in un momento storico particolarmente cruciale, basti ricordare quanto Giovanni Paolo II abbia inciso nella caduta del muro di Berlino, e più in generale quanto sia stata determinante la sua capacità di aver inciso nella storia.
Nonostante io sia quasi ateo, tuttavia sono molto legato alla figura di Papa Wojtyla che non fu solo un grande uomo di Chiesa, ma fu anche di grande valore storico e politico, la cui eredità è sotto gli occhi di tutti ancora oggi.

Cosa sente di dire a tutti i ragazzi che in questo momento sono impegnati nell’elaborazione dei lavori in concorso dal tema “sì alla vita, no alla violenza, alla droga, all’alcol”?
Ragazzi, non fermatemi difronte a nulla e siate coraggiosi. Come in qualche modo lo sono stato io. Da queste parti, infatti, negli anni Settanta immaginare di fare l’attore non era una cosa così facile. Ma ho fatto questa scelta, anzi abbiamo io e Emilio Solfrizzi con tanto coraggio. Ecco, anche alla luce della mia esperienza, dico ai ragazzi: non perdete mai il coraggio.
Qualsiasi giovane che abbia un sogno nel cassetto, credo debba quotidianamente aprire quel cassetto; guai a tenerlo chiuso, guai a non sfruttare tutte le occasioni, stando però sempre attenti a non cadere nella trappola dell’emulazione e dell’illusione e ricordandosi di farsi cullare sempre dalla passione. Tornando alla mia esperienza, posso dire che ho deciso di fare questo lavoro per amore e non per i benefici che porta con sé; questo vale per ogni mestiere: dall’artigiano al medico bisogna lavorare con passione cercando di alimentarla sempre e incoraggiarla senza alcuna vergogna. Mai rinunciare ai propri sogni!

Qual è il suo sì alla vita?
Il mio sì alla vita è la vita. Mi alzo e ringrazio, nel mio caso non so chi, ma ringrazio per star godendo di un’altra giornata: nessuno ti restituisce i momenti, per questo vivo nella semplicità ma con grande intensità ogni giorno. Ho capito che nella vita per stare bene bisogna fare del bene, per essere felici bisogna vivere in mezzo alle persone. Ed è questo il segreto della vita.

da sinistra: Antonio Stornaiolo insieme a Emilio Solfrizzi e il sindaco di Bisceglie in occasione del CineDolmenFest nell’estate del 2015

Dalla tv, al teatro, ai palcoscenici di grandi eventi: la sua carriera da artista la vede impegnatissimo in questo momento. Ci racconti…
Sono in un momento in cui sto producendo molto e mi sto divertendo davvero tanto. Sto scoprendo che mi piace moltissimo fare il presentatore e il conduttore, forse più dell’attore. In questo momento della mia carriera sto sperimentando delle belle collaborazioni con dei gruppi di lavoro stimolanti. A dicembre 2016 sono andato in scena al teatro Petruzzelli di Bari con “La vedova allegra” ed è stata una esperienza bellissima all’interno di gruppo di 200 persone; sempre in collaborazione con il teatro Petruzzelli ho raccontato ai ragazzi la fiaba musicale “Pierino e il Lupo” di Sergej Prokof’’ev all’Anchecinema Royal di Bari ed è stato un successo. Portare il teatro tra i ragazzi è tra le cose più interessanti e piene di soddisfazione di cui mi sto occupando in questo periodo: ad esempio, nel 400° anniversario della scomparsa di William Shakespeare, con il Consorzio Teatri di Bari e la partecipazione di Vito Signorile, ho ideato “Più Shakespeare per tutti”, uno spettacolo che è al tempo stesso una lezione e una scherzosa conversazione che ci ricorda come il drammaturgo londinese ci abbia insegnato a scoprire noi stessi e a scoprire gli altri.

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