Luca Jurman: “L’arte è uno strumento di pace”

In attesa della serata dell’ottavo Riconoscimento Giovanni Paolo II, proponiamo la bella e profonda intervista con il Maestro Luca cantante solista e vocalist, musicista, arrangiatore, produttore, attore ed insegnante di canto.

Come ha accolto la notizia del Riconoscimento?
Una notizia inaspettata, un evento raro nell’esistenza di un artista, perché premi come questo rappresentano un riconoscimento alla parte umana e sociale di un artista, che è la nostra vera missione. Tutti gli artisti infatti dovrebbero fare del bene alle persone tramite la propria abilità artistica e la propria creatività.

Quale ricordo la lega a San Giovanni Paolo II?
Lo ricordo come un nonno, che una delle figure più importanti nella vita di una persona. Giovanni Paolo II era il nonno di tutti, quella persona che ha sempre una parola saggia, una persona da cui poter andare per capire tramite la sua espressione se quello che fai è giusto o sbagliato. Una persona importante, una persona grande, di quelle che vanno solo ascoltate, alle quali non si può dire nulla se non chiedere aiuto, consiglio. Papa Wojtyla mi dava l’impressione di una persona che non andava delusa. Perché deludere le persone grandi come lui vuol dire deludere se stessi.

Lei, un artista per gli artisti, sa valorizzare i talenti. Papa Francesco spesso dice rivolgendosi ai giovani “Non sotterrate i talenti!”. Cosa è il talento e come si coltiva?
Il talento è difficile da descrivere ed esistono vari tipi di talenti: fare il pane, correre, semplicemente riuscire a costruire qualcosa di meccanico, anche creare un muro. Il talento artistico, poi, è qualcosa di particolare che purtroppo negli ultimi anni non solo non viene valorizzato, ma non viene neanche valutato correttamente. Ci sono delle gravi difficoltà nel parlare, nel valutare e nel valorizzare il talento. È giusto dire “non sotterrate il talento” perché siamo in un Paese contaminato dai problemi della politica, della futile politica. Il talento dovrebbe essere protetto sia dalla Chiesa , sia dalla politica, sia da qualsiasi persona in grado di capire che il talento dell’arte è da preservare e da portare avanti nella storia, che è sempre stata fatta dall’arte e dalla cultura.
Il talento nelle arti eccelse è qualcosa di innato, che risiede solo in pochi individui. Poi ci sono i finti artisti che sono quelli che amano fregiarsi di tale titolo per poter vivere di rimbalzo o di luci della ribalta. Purtroppo a volte la politica, tutto il kaos che c’è oggi, gli interessi economici, le multinazionali coinvolte con i media, tutto questo tende a non premiare il grande ma a cercare il minimo del talento per renderlo quasi palpabile per tutti; finta illusione che dà soldi e potere alle persone che in realtà uccidono questo talento, standardizzandolo.

Ci parli di Nast, una sua idea che abbraccia musica, sport e disabilità.
L’associazione si occupa di creare un futuro per i bambini con disabilità. È una mia idea nata in virtù della mia passione per lo sci. Un giorno sulle piste ho visto un bambino di circa 7-8 anni che rideva come un matto su una sorta di sedia con il mono sci. Così ho cominciato a informarmi e ho scoperto che c’è tutto un mondo dedicato alle paralimpiadi. Ho pensato: ma una famiglia che si trova con un giovane in queste condizioni che prospettive può dare? Che cosa può fare? E tanti non sanno che ci sono varie possibilità, anche nel mondo della musica e del teatro. Quindi la disabilità non deve essere vista come un problema. Ho conosciuto tanti bambini speciali. Li chiamo così perché hanno una grande sensibilità umana, hanno una capacità di entrare nelle persone e di far vedere loro la forza e l’energia che hanno, tanto che quando vedo i giovani in crisi penso che debbano cercare di frequentare ogni tanto delle persone disabili perché scopriranno che a volte ci preoccupiamo per cose futili, o comunque leggere rispetto ai problemi che possono avere altre persone. Da questi presupposti nasce la Nazionale Artisti Ski Team che si occupa di raccogliere fondi da destinare a percorsi di scoperta del talento sportivo. Cerchiamo bambini con disabilità provenienti da tutta Italia, che abbiano voglia o una predisposizione per lo sport. Dalla neve nasce così per loro una possibilità importante per il loro futuro in collaborazione con la FISIP , la federazione italiana sport invernali paralimpici, a cui siamo affiliati e da cui siamo patrocinati. Allo stesso tempo avviciniamo questi bambini alla musica perché musica e sport sono un motivatore importante per le persone con disabilità, hanno la capacità di offrire un miglioramento di vita e delle condizioni psicologiche e psicofisiche.

Un messaggio per gli studenti che sono all’opera in questi mesi per il concorso legato al Riconoscimento 2019, dal tema “Educare alla pace per giungere alla pace”.
Credo che noi artisti, professionisti e docenti abbiamo il compito di educare all’arte per la pace. Una volta che si è consapevoli delle proprie abilità, queste vanno utilizzate non solo per se stessi ma anche per gli altri. Questo porta a una pace interiore secondo me molto importante, anzi a una moltiplicazione della pace.

Quali progetti professionali ha in campo per il prossimo futuro?
Oltre al mio personale mondo musicale (il nuovo album, i concerti, l’insegnamento), sto cercando di costruire il mio sogno, ossia dare vita a una factory, un luogo dove gli allievi imparano tutto sulla musica: una preparazione professionale a tutto tondo che parte dallo studio e arriva ad abbracciare tutto ciò che fa parte di questo mondo: una radio, una etichetta indipendente, una etichetta di promozione, una società di organizzazione di eventi musicali dal vivo. Tutto ciò con uno scopo: divulgare la passione per l’arte, le emozioni per le persone e fare tutto con un spirito positivo.

Grazia Pia Tecla Attolini

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